Problemi del routing e differenze tra protocolli

Un problema importante nei protocolli di routing visti finora è il ritardo nella propagazione delle modifiche:

se si verifica un problema lungo il percorso, l’informazione può mettere molto tempo a diffondersi tra i router. Questo fenomeno è noto come convergenza lenta.

All’interno di un Autonomous System (AS), ogni amministratore gestisce il routing con i propri algoritmi, ma per comunicare tra AS differenti, è necessario utilizzare protocolli condivisi.


RIP – Routing Information Protocol

Il protocollo RIP usa broadcast UDP per inviare annunci chiamati messaggi RIP, che contengono le informazioni delle tabelle di routing.

Questi messaggi vengono periodicamente inviati a tutti i router vicini.

Se un router non riceve più aggiornamenti da un vicino per un certo periodo, lo considera irraggiungibile e lo rimuove dalla tabella.

Tuttavia, la propagazione della notizia è lenta, con conseguente convergenza più lenta.


Come funziona un router

Un router è a tutti gli effetti un computer. Quando riceve un pacchetto:

  1. Cerca l’indirizzo IP di destinazione.

  2. Verifica il percorso più corto.

  3. Tiene conto del TTL (Time To Live), decrementandolo di uno a ogni hop, e ricalcola il checksum ogni volta.

    Queste operazioni richiedono calcoli aggiuntivi.

Con i router più vecchi, queste operazioni erano limitate dalle prestazioni.

Oggi, invece, i router sono molto più potenti e permettono l’uso di protocolli più complessi, come OSPF.


OSPF – Open Shortest Path First