Un problema importante nei protocolli di routing visti finora è il ritardo nella propagazione delle modifiche:
se si verifica un problema lungo il percorso, l’informazione può mettere molto tempo a diffondersi tra i router. Questo fenomeno è noto come convergenza lenta.
All’interno di un Autonomous System (AS), ogni amministratore gestisce il routing con i propri algoritmi, ma per comunicare tra AS differenti, è necessario utilizzare protocolli condivisi.
Il protocollo RIP usa broadcast UDP per inviare annunci chiamati messaggi RIP, che contengono le informazioni delle tabelle di routing.
Questi messaggi vengono periodicamente inviati a tutti i router vicini.
Se un router non riceve più aggiornamenti da un vicino per un certo periodo, lo considera irraggiungibile e lo rimuove dalla tabella.
Tuttavia, la propagazione della notizia è lenta, con conseguente convergenza più lenta.
Un router è a tutti gli effetti un computer. Quando riceve un pacchetto:
Cerca l’indirizzo IP di destinazione.
Verifica il percorso più corto.
Tiene conto del TTL (Time To Live), decrementandolo di uno a ogni hop, e ricalcola il checksum ogni volta.
Queste operazioni richiedono calcoli aggiuntivi.
Con i router più vecchi, queste operazioni erano limitate dalle prestazioni.
Oggi, invece, i router sono molto più potenti e permettono l’uso di protocolli più complessi, come OSPF.